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venerdì 28 marzo 2008

Marco Benevento: "Invisible Baby" (2008)



Ecco un disco di quelli felicemente inclassificabili, in bilico tra rock pop jazz e quant'altro.
Marco Benevento suona piano mellotron tastiere ed è accompagnato dal buon Matt Chamberlain e da un bassista prodigioso (quello dei Jacob Fred Jazz Odissey).
Canzoni "facili" ma penetranti nel profondo , un disco che checcosamente vale per l'intero oltre che per le singole canzoni, coeso e unitario, solido e fragile al contempo.
Proprio beo, nel tragitto treviso trieste e ritorno l'ho ascoltato almeno sette volte di fila e ogni volta mi ha emozionatonet.

buona notte!

domenica 16 marzo 2008

I QUADERNI DEL PIANTO


bel libro, ricco di immagini toccanti ben rese.
molto meglio di "arrivederci piccole donne" (che ho trovato deludente e particolarmente tediante )

giovedì 13 marzo 2008

diatriba d'amore ad un uomo seduto


questo libro di G.G. Màrquez è un piccolo gioiello....
è un bellissimo testo teatrale, sarebbe bello se qualche compagnia lo mettesse in scena; comunque vi consiglio di leggerlo.

sabato 1 marzo 2008

SAND: The Dalston Shroud


capita in questi giorni di nebbia grigiore e pesantezza dell'anima di riscoprire dischi in perfetta sintonia ambientale...e così sto consumando i Sand, gruppo post punk jazz e che ne so....capaci di un sound "cattivo" ansiogeno ossessivo sensuale inquieto inquietante gelidamente infuocato.
musica che scheggia i denti

etichetta Soul Jazz, a.d. 2006

sabato 9 febbraio 2008

Califano

Ragazzi, ho acquistato il meglio di Califano a 5 euro.
Mi si è aperto un universo: un universo di paraculaggine, di faccia come il popò.
L'immagine del porco che si traveste da poeta per potere fare quel cavolo che gli pare alla facciaccia degli altri.
Indescrivibile. Per capire qualcosa di più del personaggio visitate il suo sito personale:
http://www.francocalifano.it/index2.htm
Leggete qualche estratto del suo ultimo libro: Kalisutra.
Leggete il testo della sua canzone più famosa:

Si, d'accordo l'incontro
un'emozione che ti scoppia dentro
l'invito a cena dove c'è atmosfera
la barba fatta con maggiore cura.
la macchina a lavare ed era ora
hai voglia di far centro quella sera
si d'accordo ma poi..
tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia,ma noia, noia, noia,
maledetta noia.
Si, lo so il primo bacio
il cuore ingenuo che ci casca ancora
col lungo abbraccio l'illusione dura
rifiuti di pensare a un'avventura.
Poi dici cose giuste al tempo giusto
e pensi il gioco è fatto è tutto a posto
si,d'accordo ma poi...
tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia,ma noia, noia,noia
maledetta noia.
Poi la notte d'amore
per sistemare casa un pomeriggio
sul letto le lenzuola color grigio
funziona tutto come un orologio.
La prima sera devi dimostrare
che al mondo solo tu sai far l'amore
si, d'accordo ma poi..
Tutto il resto è noia
no,non ho detto noia
ma noia,noia, noia
maledetta noia.
Si d'accordo il primo anno
ma l'entusiasmo che ti resta ancora
è brutta copia di quello che era
cominciano i silenzi della sera
inventi feste e inviti gente in casa
così non pensi almeno fai qualcosa
si, d'accordo ma poi..
Tutto il resto è noia,
no, non ho detto gioia,ma noia,noia,noia
maledetta noia.

martedì 29 gennaio 2008

DISCHI

MIKE DILLON'S GO GO JUNGLE: BATTERY MILK

che disco...fresco e senza fronzoli..fantasioso e fluido...una limonata da bere mentre si spia la vita notturna di Ammi appostati su un grattacielo o mentre si fugge dalla bottega del barbiere con il sacco pieno di capelli..

consigliatissimo

ah, la recensione mutuata da amazon è questa:

Whwn one thinks of the vibraphone, their thoughts often drift to jazz's rich history of elegant stylists like Milt Jackson, Cal Tjader and Bobby Hutcherson. In fact most would be hard-pressed to name a vibraphonist of note who's emerged from the mainstream jazz world in the 21st century. But if you look to the far corners of improvisational music (the scene that includes artists like Skerik, Jacob Fred Jazz Odyssey, Charlie Hunter and Steven Bernstein among others), you'll find the wonderkind vibes player, Mike Dillon. A mainstay as a percussionist with artists like Ani DiFranco and Les Claypool, Dillon fills a huge void in the instruments presence in modern music. He and his band, Mike Dillon's Go-Go Jungle, make their recording debut with Battery Milk. A recording of amazing sonic diversity, this isn't vibes music that attempts to recreate past sentiments, but rather updates the tradition completely. Ranging from funked-out soul jazz to subversive political statements to hard-driving Zappa-esque instrumental rock, Mike Dillon's Go-Go Jungle is one of the hippest records you'll hear all year.